Benito Trump ha riscoperto l’autarchia

di Mario Corbino.

La prima bandiera esibita dai cultori del populismo si chiama Autarchia. Indica la decisione, imposta dall’alto, della indipendenza di un sistema economico dall’esterno, ottenuta cercando di produrre all’interno tutti i beni e i servizi di cui la comunità ha bisogno.

Nacque quel termine per una precisa scelta dei due dittatori dell’epoca, Adolfo e Benito, che dominavano incontrastati Germania e Italia. La ferrea applicazione del principio, provocò l’immediato blocco degli scambi commerciali, anche fra paesi limitrofi, facendo nascere ridicole imitazioni di prodotti fatti in casa, trascurando il particolare che le bollicine millesimate di uno champagne francese sono difficili da ricopiare, tranne che nella etichetta e nella forma della bottiglia.

Trump è rimasto affascinato dal sostantivo autarchia, formidabile indicatore di populismo spicciolo. Non ha perso un minuto per stracciare tutti gli accordi sugli scambi internazionali, con l’Asia – lato Pacifico, con il Messico, e con la Vecchia Europa, che aprivano le porte all’importazione di beni prodotti altrove.

Quale sarà il comportamento del nuovo presidente Donald Trump?

Quindi da oggi un americano, volendo acquistare una Audi fatta in Germania dovrà spendere quasi il doppio di una Ford costruita a Detroit. I primi segnali che anticipano quale sarà il comportamento del nuovo presidente hanno già scatenato imponenti proteste, come quelle di un tempo passato, quando per motivi razziali scoppiarono i grandi disordini di Ferguson degli anni Settanta.

Impressionante soprattutto la marcia di ieri delle donne americane, che, indossando i cappellini rosa, suggeriti dalle femministe americane, hanno rivendicato i molti diritti, cancellati nei decenni per necessità di bilancio. Coinvolte nell’intonare i cori urlanti erano soprattutto molte giovanissime, che sfilando, seguivano i percorsi suggeriti dai veterani reduci delle ultime guerre, che si erano assunti il compito di organizzare le marce di protesta.

Comunque gli ordini di servizio trasmessi a viva voce da Trump ai 321 milioni di abitanti degli Usa sono stati chiari: alle imprese: assumete solo americani. Ai consumatori comprate solo prodotti americani. E annuncia un altro intervento pesante, con l’imposizione di dazi doganali, fino al 30-40 percento.

Infine ha rifiutato di rendere pubblico il suo patrimonio personale, con la scusa che la cosa non interessa nessuno. Ma lo squadrone di avversari del Presidente si arricchisce di giorno in giorno. Lo scrittore Philip Roth ha dichiarato senza mezzi termini che il neo presidente è un artista della truffa.

E fra i nemici di Trump da ieri ci sono anche i cinesi. Di quelli con gli occhi a mandorla il neo eletto dovrà stare molto attento. Perché i cinesi non scherzano, mai.

Mario Corbino

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