Bettino Craxi: nell’anniversario della scomparsa si riapre la discussione sulla sua figura

di Giuseppe Folchini.

Il sindaco di Milano Beppe Sala in occasione del diciassettesimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi – avvenuta il 19 Gennaio 2000 ad Hammamet – si dice favorevole ad un dibattito per intitolare una strada di Milano all’ex presidente del Consiglio e segretario del Partito Socialista Italiano, negli anni Ottanta; il sindaco preferisce non avventurarsi in giudizi politici, ritenendo ancora troppo complessa la figura di Craxi.

Milano è la città dove Bettino Craxi ha iniziato a muovere i primi passi nella politica, come consigliere comunale e come Assessore all’assistenza e beneficenza (gli scherzi del destino). Milano è stata il laboratorio politico del craxismo, una sorta di frullato tra liberismo di sinistra e nepotismo. Infatti la città ha avuto come sindaco per sei anni, proprio il cognato di Craxi, Paolo Pillitteri.

Bettino Craxi è stato un decisionista

Molto popolare in una opinione pubblica stanca dei bizantinismi democristiani. In quegli anni iniziò ad imperversare il vento liberista del duo Reagan-Thatcher. Craxi pensò ad un ruolo della sinistra, per controllare e regolare il mercato, senza opporvisi.

Commettendo l’errore fatale della cancellazione della scala mobile. È stato un politico autonomo, era lui a dettare le agende alla finanza e alle lobbies e non viceversa. È stato l’uomo di Sigonella, nel braccio di ferro con gli Usa. Un politico di visione internazionale, divenne interlocutore privilegiato dei paesi dell’area Mediterranea.

Bettino Craxi ha utilizzato scientificamente le tangenti

Non per arricchimento personale Gerardo D’Ambrosio, uno dei Pm del pool che annientò Craxi, qualche anno fa dichiarò che l’ex segretario socialista era interessato solo al potere politico. Non furono trovate somme illecite nel suo patrimonio personale.

Quel sistema gli permise di mantenere il controllo sugli avversari interni ed esterni. Famoso il suo ultimo discorso al Parlamento, in cui accusò tutti di aver attinto a piene mani, ai fondi illeciti in un silenzio imbarazzante. Uomo temuto e non amato, infatti morì solo in Tunisia.

Lo sperpero di denaro pubblico non è certo un valore da tramandare alle generazioni future, intitolando una piazza a Bettino Craxi. L’ex presidente del consiglio fu condannato a 5 anni e 6 mesi per la vicenda Eni-Sai e a 4 anni per l’inchiesta sulla Metropolitana di Milano: un chilometro di metropolitana costava 192 miliardi di lire, nello stesso periodo, ad Amburgo ne costava 45 miliardi.

Giuseppe Folchini

Fonte: Sito web

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