“Caro” Paolo Bernini…

di Lorenzo Andraghetti.

“Caro” Paolo Bernini,

dopo alcuni anni passati assieme nel Meetup bolognese ci siamo ritrovati a lavorare per due anni e otto mesi in Parlamento, e per due anni ci siamo sentiti almeno una volta al giorno. Abbiamo lavorato in sintonia, senza mai litigare fino al Marzo del 2015, momento in cui qualcosa é cambiato.

Con la pubblicazione della chat tra Roberta Lombardi, Sibilia e Di Stefano, appare chiaro che quel cambio repentino di atteggiamento fosse dovuto a delle pressioni che ti sono state fatte da alcuni tuoi colleghi, invidiosi della mia libertà di pensiero e capacità di elaborazione, che esprimevo unicamente sul mio profilo privato di Facebook.

Purtroppo, nel momento storico in cui ci trovavamo, ovvero il 1984 di Orwell, i deputati M5S invece che pensare al loro lavoro in Commissione si sono trasformati nella psico-polizia e hanno iniziato a schedare tutti gli infedeli (anche se i traditori erano loro stessi), senza però avere mai il coraggio di chiedermi personalmente spiegazioni. Infatti io, con la Lombardi, non c’ho mai parlato in vita mia. Con Di Stefano e Sibilia sì, ma non di politica (per ovvi motivi).

In tutti questi anni, che non riassumo perché mi servirebbe un libro (che sto scrivendo), c’è chi ha mantenuto la testa alta e chi, prima o dopo l’ha abbassata. Tu l’hai abbassata tardi, e te ne va dato atto, ma anche tu hai ceduto e, come i tuoi predecessori, hai pugnalato il tuo n.2, cioè me. E senza darmi una spiegazione convincente. Ora, con quella chat che i giornali non hanno ripreso (tranne Repubblica Bologna) facendo un favore al tuo partito in tal senso, è emersa una parte di verità che da tempo avevo intuito.

Tu sei una vittima di tutto questo, quanto me. Probabilmente ti avranno promesso una ricandidatura se ti fossi mostrato allineato fino a fine legislatura e i tuoi improvvisi elogi pubblici al compianto Casaleggio ne sono una dimostrazione (dato che non li avevi mai espressi in precedenza).

Purtroppo per fare tutto questo hai calpestato i diritti di un lavoratore come me. Mi hai licenziato senza causa, mai pagato alcun TFR e nemmeno l’ultimo stipendio. Hai dimostrato di esserti montato la testa nel momento in cui hai perfino osato mentire davanti ad un Giudice della Repubblica dicendo che mi avevi fatto un bonifico la sera prima.

Purtroppo per te la Giustizia italiana non è il blog di Grillo, e oltre al trattamento inumano che mi hai riservato, le tue ridicole ed infamanti motivazioni (lavorare per altri partiti) non sono state prese in considerazione e ti sei beccato una condanna da 70mila euro (un applauso va anche ai tuoi avvocati).

So, che dall’alto della tua arroganza e presupponenza, di chi crede di avere la verità in tasca come tutti i grillini che vivono sul web e prendono ordini dal sacro blog, questa sentenza non ti avrà fatto capire il tuo errore e non ti servirà da lezione di vita. Ma sinceramente, poco mi importa arrivati a questo punto. Sta di fatto che il M5S dopo questo evidente danno di immagine che gli hai arrecato non ti ricandiderà e ti abbandonerà presto.

Personalmente vorrei chiudere questa vicenda, ma non prima di aver avuto le tue scuse pubbliche e sapere cosa realmente si cela dietro tutto questo. Ormai ci sono delle evidenze in quella chat che non si possono negare. Ma non lo possiamo licenziare? detto dalla peggiore capogruppo che il M5S abbia mai avuto alla Camera è una prova schiacciante.

Dato che ti conosco, e so che ogni tanto ragioni su quello che ti viene detto, ti voglio venire incontro. Non sono attaccato ai soldi, anche se da oltre un anno e mezzo ti rifiuti inspiegabilmente di pagarmi, e non voglio riservare rancore nei tuoi confronti anzi, voglio aiutarti. Settantamila euro sono tanti anche per un deputato. Facciamo che la chiudiamo a 45mila? Ti faccio uno sconto che a parti invertite tu non ti saresti mai sognato di fare. Ma per fortuna siamo diversi.

In cambio devi dire pubblicamente i nomi e i dettagli delle pressioni e ricatti che eventualmente hai subito affinché io venissi licenziato. Voglio sapere chi è stato. E in che termini. Ovviamente, con prove alla mano. E devi contestualmente rinunciare all’Appello. Sai bene che in Appello non cambierebbe di molto la questione, e intanto comunque dovrai da subito iniziare a darmi ciò che mi spetta (evita di nascondere i soldi perché è un reato).

Hai ancora qualche giorno per riflettere. Hai già rifiutato 8mila, e non è stata una gran mossa. Questa è l’ultima chiamata, poi non ci sarà più alcun tentativo di mediazione.

Il mio non è un bluff alla Grillo, la mia parola è una cosa seria.

Lorenzo Andraghetti

Fonte: Facebook

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