Cgil denuncia l’uso dei tirocini come mezzo di sfruttamento

di Giuseppe Folchini.

In occasione della Giornata mondiale dello sciopero dei tirocinanti, la Cgil ha sottolineato in una nota ufficiale come troppo spesso il tirocinio da opportunità formativa si trasformi in sfruttamento vero e proprio. Uno strumento utilizzato meramente per risparmiare sulla contribuzione, senza nessun apporto formativo sostanziale.

Commentando i dati Istat al 30 Settembre 2016, il sindacato rileva come solo il 35% dei tirocinanti risulti occupato. Eppure l’Italia ha destinato quasi mezzo miliardo di euro al programma Garanzia Giovani, e i tirocini extracurriculari hanno registrato un’impennata, aumentando del 53 per cento. Il tasso di disoccupazione tra i giovani è tornato ai livelli di inizio della crisi, nonostante oltre un milione di adesioni a Garanzia Giovani.

Lavoro giovanile: nessun vantaggio dai tirocini

Attualmente sono 2 milioni e 279 mila i giovani Neet (acronimo inglese che indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, ndr). Un numero sostanzialmente invariato dall’inizio del programma. Garanzia Giovani. Paradossalmente l’occupazione giovanile non ha beneficiato di questo utilizzo massiccio dello strumento.

Le generazioni più istruite nella storia del nostro Paese – rispetto alla media europea – hanno tassi di occupazione e tempi di inserimento nel mercato del lavoro tra i più bassi d’Europa. Una conferma di come le politiche dell’alternanza scuola-lavoro siano state ad oggi inefficaci in tutte le loro derivazioni.

Anche la recente attivazione degli assegni di ricollocamento rischia di penalizzare i soggetti più deboli, quelli con meno competenze spendibili e dunque più bisognosi delle misure previste da Garanzia Giovani.

Politiche del lavoro, indietro tutta

Senza dimenticare come la concomitante esplosione dei voucher abbia contribuito ad un impatto disastroso nell’aumento della precarietà, insieme ai tirocini di comodo, discriminando i giovani nell’accesso ad un lavoro dignitoso. Cgil sollecita il governo ad un immediato confronto con le parti sociali, per ridiscutere la legislazione vigente e soprattutto le strategie complessive di Garanzia Giovani.

Secondo la direzione del sindacato, occorre cambiare radicalmente le linee seguite negli ultimi vent’anni, in materia di mercato del lavoro. I due referendum proposti dalla Cgil, per l’abrogazione dei voucher e il ripristino della responsabilità solidale negli appalti, possono essere la chiave per riaprire la porta dei diritti perduti sul lavoro.

Giuseppe Folchini

Fonte: Sito web

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