Chesley Sullenberger ricorda l’ottavo anniversario dell’ammaraggio sull’Hudson

di Giuseppe Folchini.

Oggi è l’ottavo anniversario degli eventi straordinari del volo 1549. Come tutti gli altri giorni, ma soprattutto in questo giorno, rifletto su come così tante persone sono riuscite a raggiungere il miglior risultato possibile sul fiume Hudson. Continuo ad essere orgoglioso del lavoro di squadra dimostrato da parte dell’equipaggio, dei passeggeri, controllori del traffico aereo, i soccorritori, e di primo intervento.

Chesley Sullenberger, per gli amici Sully, ricorda lo straordinario ammaraggio sul fiume Hudson del volo US Airways 1549 -del 15 Gennaio 2009- con queste poche righe, affidate ad un post sul suo profilo social. Un evento raccontato nel film Sully di Clint Eastwood, recentemente uscito nelle sale cinematografiche che vede Tom Hanks nei panni del pilota.

Sully mostra una grandissima umanità, unita ad una modestia sproporzionata per colui che la maggior parte degli americani considerano un eroe. Infatti il profilo dell’ex comandante pilota Chesley Sullenberger, viene inondato di commenti – oltre un milione – pieni di gratitudine e stima, che ripagano Sully della grande amarezza, di essere stato indagato per 15 mesi con l’accusa di avventatezza ed incompetenza, nonostante la sua esperienza quarantennale di volo e l’acclamazione dell’opinione pubblica.

Chesley Sullenberger e l’ammaraggio sul fiume Hudson

Quel pomeriggio Sully, che all’epoca aveva 57 anni, insieme al copilota Jeffrey B. Skiles e a 5 membri dell’equipaggio decolla dall’aeroporto La Guardia di New York diretto a Charlotte, in Carolina del Nord. Dopo pochi minuti l’aereo ha un impatto con uno stormo di uccelli, entrambi i motori dell’apparecchio furono investiti dalle carcasse di diversi volatili e persero rapidamente potenza.

Nonostante l’intenzione iniziale di tentare un atterraggio d’emergenza presso l’aeroporto di partenza, Sullenberger si rese conto ben presto che un tentativo di ritornare a La Guardia sarebbe fallito, in quanto il vento soffiava in direzione contraria. Anche tentare un atterraggio in New Jersey, sfruttando il vento a favore, sarebbe stato estremamente rischioso a causa della distanza eccessiva.

Sullenberger decise che l’unica possibilità rimasta era quella di effettuare un ammaraggio sul fiume Hudson. Così fece, salvando 155 persone. Pochi mesi più tardi, all’aeroporto La Guardia, nella sala piloti fu appeso un quadro con la procedura eseguita da Sully, inserita nelle procedure d’emergenza dell’aeroporto.

Giuseppe Folchini

Fonte: Sito web

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