Chi tocca la Raggi muore

di Marco Tognetti.

E’ più o meno questo il diktat che il capo politico, nonché padre padrone Grillo, ha imposto agli scolaretti del suo Asilo Mariuccia. Ovviamente, in primis, lasciare Roma per il M5S significherebbe perdere una ribalta nazionale, anche se negativa, che li fa stare tutti i santi giorni sulla bocca dei principali mass media e, se non lo avete ancora capito, per la Casaleggio Associati la pubblicità negativa è ancora più potente e gradita di quella positiva a livello di creazione di contenuti, di click e di viralità, se è vero com’è vero, che difficilmente dalla casa madre e dai loro influencer esce un post o un cartello che non contenga almeno uno strafalcione grammaticale allo scopo di farlo rimbalzare ovunque, anche sulle bacheche ostili. A fronte di qualche sfottò, il contenuto passa ugualmente e viene così diffuso in maniera esponenziale.

Hanno ed hanno avuto sindaci popolari e amati come la Appendino, oppure come Pizzarotti. Quest’ultimo, addirittura, è sempre stato inviso ai vertici del movimento fino a che non sono riusciti a farne un caso ed espellerlo. Si preferisce sempre e comunque cavalcare il gossip, il personaggio negativo, perché in Italia è molto più redditizio del decantare le abilità di quello positivo.

La vera ragione dell’ultimo diktat di Beppe Grillo

Delle virtù e dei risultati raggiunti da un buon amministratore pare non freghi più di tanto a nessuno, mentre sui problemi e sui casini combinati da tizio o caio ci sguazzano in migliaia. Purtroppo il livello attuale del nostro Paese è questo. Non crediate che, come vociferato da molti, la vera ragione di tale diktat sia la paura che la Raggi, una volta scaricata, possa mettersi a cantare e rivelare chissà quali indicibili segreti sul M5S romano e nazionale. Non l’ha mai fatto nessuno degli espulsi e dei fuoriusciti. Un motivo ci sarà…

Si narra che molti parlamentari del M5S, soprattutto quelli maggiormente riottosi e critici nei confronti della casa madre abbiano ricevuto strane visite o strani contatti da parte di personaggi che operano in quella cosiddetta zona grigia del nostro apparato statale, che li hanno ricondotti con le buone o con le cattive a più miti consigli.

Potrei citare numerosi casi, ma uno per tutti, lo strano disguido stradale sofferto da uno dei primi fuoriusciti, immediatamente caduto nell’oblio più totale, che dichiarò di essere stato affiancato da un’auto che avrebbe tentato di spingerlo fuori strada.

Anche Google è stato abilmente ripulito dalle notizie su questo episodio, così come da altre informazioni scomode su vari personaggi della galassia pentastellata. Provate un pò a riflettere sul fatto che una forza che si dichiara apertamente antisistema e gode di un cospicuo consenso popolare, che potrebbe addirittura portarla in perfetta solitudine al governo del Paese, durante le sue adunate o kermesse alle quali hanno partecipato migliaia di persone, non ha mai dovuto registrare neanche il più piccolo incidente.

Non è volato neanche uno schiaffo. Decisamente strano nel Paese delle stragi di Stato, dei servizi deviati e dei segreti blindati da qui all’eternità. Non c’è stata organizzazione, forza politica, aggregazione sociale pericolosa per il Sistema che non sia stata infiltrata e fatta implodere.

Pensateci un attimo e traete le vostre considerazioni…

Marco Tognetti

Share on Facebook67Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn1Pin on Pinterest0Share on Tumblr0Share on Reddit0Share on Google+0Print this pageEmail this to someone

2 pensieri riguardo “Chi tocca la Raggi muore

  • 5 febbraio 2017 in 17:44
    Permalink

    Vi avevo messo un commento che mi era costato del tempo e dell’impegno. Non so perché non lo avete passato (e l’ho fatto sapere all’autore dell’articolo). Non ve me metto un secondo… Saluti.

    Risposta
    • 5 febbraio 2017 in 19:06
      Permalink

      Buongiorno Antonio, in realtà questo è l’unico suo commento che al momento abbiamo ricevuto ed approvato. Ci dispiace del disguido ma non è dipeso da noi. Saluti.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *