Ci vuole coraggio a dire: ”fidatevi di me”

di Mario Corbino.

Anche lui fu votato on-line. Quel gioco di tombola, grazie al quale un impreparato imbianchino fuoricorso fu scelto da un condominio di appena 89 persone, magari perché si presentava ben vestito e aveva gli occhi belli come Eulalia Torricelli da Forlì.

Quindi il giovanotto, entrato in Parlamento, con altri 173 voti diventò vicepresidente della Camera dei Deputati di un Paese ricco di una grande storia passata, e timoroso di un deludente futuro. Non interessa ricordare il nome di questo giovane virgulto.

All’epoca delle elezioni piaceva a Grillo, e questo bastava. Ieri invece abbiamo appreso che la candidata a sindaco di Genova, scelta con i voti del lotto informatico, i cui segreti maneggi sono noti solo alla famiglia Casaleggio, non piace. La poverina è stata scartata, per decisione mussoliniana del Grande Capo.

Beppe Grillo: quella non va bene, fidatevi di me

Per giustificarsi di questa personalissima scelta l’ex comico non ha fornito ai suoi nessuna motivazione, ma si è limitato a dichiarare: quella non va bene, fidatevi di me. Così viene ancora una volta messa alla prova l’affidabilità di un pregiudicato che dalla giustizia, quella vera, è stato più volte condannato con sentenze definitive.

Perfino per triplice omicidio, per il quale non sembra abbia trascorso un solo giorno nelle patrie galere. In questo modo dunque, si giunge all’atto di fede: fidatevi. Grillo, l’urlante Erdogan nostrano, ancora non ha il potere assoluto. Ma sul suo movimento quel potere lo ha: comanda lui e nessun altro.

Tutti gli altri sono scartine. Ci saranno elezioni, deputati, senatori sopravissuti alla strage del 4 dicembre, e perfino alcuni membri del risorto Cnel che potranno fermarlo. Ma per riuscire nell’intento dovranno impegnarsi a fondo, con quotidiane prove di onestà e di dignità politica.

E con un miglior coefficiente di presenza nelle aule parlamentari, cosa non facile in Italia se ricordiamo che la scorsa settimana solo 22 deputati su 630 erano seduti sulla loro ricca poltroncina, mentre si discutevano progetti di legge estremamente importanti per il nostro futuro.

Tutti gli altri erano andati a puttane, tornando al loro collegio di provenienza. A noi comunque resta il dubbio: perché la candidata, scelta secondo le bislacche regole di quel movimento, non va bene? Dalla foto notiamo che ha un bel viso, è elegante e si presenta bene.

Forse sarà anche brava. Se hanno preferito per la Capitale la donna dell’eterno letargo, tale Raggi Virginia, non capisco perché scartarla. Fidatevi di me, dice Grillo urlando a squarciagola. Forse la gentile candidata non ha gli occhi belli, come Eulalia Torricelli da Forlì. O forse non gli ha concesso con quegli occhi qualche sorriso in più.

Mario Corbino

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