E’ il nostro mese… Donne!

di Meri Lolini.

Siamo nel mese di marzo ed in questo periodo dell’anno sbocciano i fiori come la mimosa, arriva la primavera e ricorre la Festa della Donna nel giorno 8. Anch’io sono una donna e come altre rivesto molti ruoli che aumentano con l’età e l’evolversi della nostra vita.

Siamo prima figlie, poi compagne o mogli, per diventare poi madri ed all’apice della nostra esperienza riprendiamo a relazionarci con i bambini come nonne. Le donne hanno un ruolo lavorativo e le giornate sembrano di oltre ventiquattro ore. C’è un aforisma che recita: Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell’arcobaleno ed è di Denis Diderot.

Leggendolo mi ritorna a mente quella penna biro multicolore, che avevo alle scuole medie, era molto divertente ed appunto per ogni colore dovremmo far corrispondere un ruolo di noi donne. Quando le lunghezze d’onda che definiscono il colore vengono tutte assorbite, abbiamo il colore nero e questo lo vorrei attribuire alla violenza di genere ed al femminicidio.

Dal Codice Rocco alla parità di genere

Siamo una società molto giovane per poter comprendere la parità di genere, infatti è solo dal 5 settembre del 1981 che è stato abrogato il Codice Rocco che ammetteva il delitto d’onore ed il matrimonio riparatore. L’uomo poteva uccidere una donna che l’aveva a parere suo disonorato ed avrebbe avuto uno sconto di pena per questa onta che aveva subito.

Sono stati fatti grandi progressi nell’evoluzione della donna e nell’obiettivo della parità di genere. Ci sono troppi episodi di violenza di genere e di femminicidio e per questi casi bisogna aiutare la donna oggetto di violenza che è spesso familiare a denunciare questi orribili fatti nei suoi confronti.

Cos’è il progetto Codice Rosa di Grosseto?

il-codice-rosa-una-squadra-contro-la-violenza-meri-loliniIn Toscana e precisamente a Grosseto è nato il Codice Rosa nel 2010, che è un progetto di aiuto alle donne che consiste nell’accogliere queste persone in case segrete per proteggerle da persecuzioni e violenze. Con il Codice Rosa si identifica un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenze che, a causa di particolari condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza e discriminazioni sessuali: donne, uomini, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti e abusi.

Scopo principale del progetto è coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze, per dare una risposta efficace già dall’arrivo della persona vittima di violenze e/o abusi al pronto  soccorso. I gruppi operativi interforze (Azienda USL, Procura della Repubblica, Forze dell’ordine) hanno il compito di contribuire al tempestivo riconoscimento e all’emersione dei casi di lesioni derivanti da maltrattamenti o da violenze commesse da terzi, garantendo contestualmente la rapida attivazione degli uffici delle Procure della Repubblica.

Ora questo iniziale progetto si sta proponendo a livello nazionale ed all’Università di Siena è diventato un Master di studio. A livello europeo esiste He for she che è un progetto per rimuovere a livello sociale culturale le barriere per arrivare alla parità di genere.

Nel 2016 sono stati festeggiati i settanta anni del voto alle donne. Donne elettrici ed eleggibili. Dobbiamo realizzare ancora tanto per raggiungere obiettivi sociali importanti, affinchè si raggiunga la parità di genere e la donna non sia più oggetto di violenza e di femminicidio.

Il problema della violenza nelle famiglie

Il problema della violenza di genere nelle famiglie non è solo deprecabile per chi la esercita e per chi la subisce, ma purtroppo ci sono i figli che assistono e questa si chiama violenza assistita e genera nei minori gravi scompensi sia a livello affettivo nei confronti dei genitori che nella loro crescita.

Dobbiamo essere molto attente quando parliamo con varie amiche e colleghe per essere loro di aiuto nel caso si trovino in queste difficoltà. La donna che viene picchiata dal suo compagno o marito spesso sbaglia questa violenza con una profonda gelosia, oppure si colpevolizza pensando che lo ha fatto arrabbiare.

Questa valutazione conduce in profondo errore e causa un rischio grandissimo di conseguenze peggiori. Lo stalking è stato riconosciuto un reato ed è perseguibile. Carissime donne auguro uno splendido 8 marzo profumato dalla mimosa, ma non dimentichiamoci che siamo prima di tutto persone e poi di genere femminile.

Meri Lolini

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