Novelle da raccontare: Giucca in cerca di fortuna

di Lucia Tremiti.

C’era una volta Giucca un bambino nato sciorno. Viveva con la sua mamma ed erano più poveri di Pipetta. E siccome senza lilleri ‘un si lallera un giorno la sua mamma gli disse:
– Giucca, prendi la porta e andiamo a fa’ fortuna!

Il bambino che capiva sempre tutto all’incontrario scardinò la porta e la seguì.
Per la strada la donna si accorse che non lo aveva dietro e desolata esclamò:
– Accident’a’sciorni… quanto sei scimunito figlio mio!

Camminarono tutto il giorno e all’imbrunire stanchi ed affaticati decisero di salire su di un albero e passare la notte lì. Giucca si portò dietro la porta, deciso a non lasciarla a terra.
Al sicuro tra le fronde si appisolarono fino a che non sopraggiunsero sotto la pianta due loschi uomini che si sedettero e si misero a contare tanti quattrini. La donna sospettò che potevano essere dei ladri.
– Zitto, zitto il mi’ cittino se ci scoprono ci pienano di botte – sussurrò a Giucca.

giucca-lucia-tremitiIl bambino annuì, per fortuna aveva capito!
Non passarono però nemmeno dieci minuti che Giucca disse alla mamma:
– Mammaaaa, mi scappa la pipì!
– Figlio mio proprio ora?!? –bisbigliò la donna- Non la fa’, ti prego, non la fa’!!!
– Mi scappa tanto e la fo!!! – rispose Giucca e la fece lunga, lunga.

L’omaccio, da sotto, sentono cascare delle gocce, pulendosi con un fazzoletto lercio esclamò: – Che casca la rugiada? – e si rimise a contare i soldi di buzzo bono.
Dopo poco Giucca disse ancora alla donna:
– Mammaaaa, mi scappa la cacca!
– Figlio mio anche la popò ora?!? –bisbigliò la donna- Non la fa’, ti prego, non la fa’!!!
– Mi scappa tanto e la fo!!! – rispose Giucca e la fece sciolta, sciolta.

L’altro omaccio, da sotto, sentono cascare quella roba, esclamò: – Che casca la melata? – e scostatosi si rimise a contare i soldi senza più fiatare.
Sul far del mattino Giucca disse alla sua mamma:
– Mammaaaa, mi scappa la porta!
– Quello no! – rispose la donna- Trattienila ora è la volta bona che si accorgono di noi e ci ammazzano!
– Mi scappa, ‘un ce la fo più a tenerla sopra il capo e la butto giù!!! – rispose Giucca e la gettò.

La porta cadde precisa sopra la testa di entrambi i ladri che tramortiti ed accoppati urlarono:
– CI SO’ GLI SPETTRI!!! CI SO’ GLI SPETTRI!!! – e trampelloni se la dettero a gambe verso il fitticchiume lasciando il sacco dei quattrini sotto la pianta.

Quel tesoro fu una manna dal Cielo per Giucca e la sua mamma perché appena scesi dall’albero lo presero contenti come pasque. Madre e figlio non andarono più in giro per il mondo in cerca di fortuna ma tornarono a casa con l’uscio sulla testa naturalmente.

Lucia Tremiti

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