La Madonna del Bagno

di Lucia Tremiti.

Figliolo, come ben tu sai, la mia famiglia è sempre stata molto legata alla Vergine Maria. Il mio nonno quando era giovane era andato in guerra e a casa non era più tornato. Erano passati quasi due anni e nessuno aveva saputo più niente di lui. Per la nonna era un’agonia non avere più sue notizie finché seppe che era prigioniero e le sue preoccupazioni aumentarono.
– Questa guerra non ci appartiene! – diceva sempre guardando oltre le colline per vedere se lo vedeva spuntare all’orizzonte.

Sperava in un miracolo, in un prodigio d’amore. Piangeva spesso nella notte per non farsi vedere da nessuno, ma la sentivano lo stesso. Per fortuna a casa mia non si mangiava mai il pane asciutto senza il companatico perché in campagna c’è sempre qualcosa da mettere sotto i denti, ma i soldi scarseggiavano perché mancavano forti braccia maschili da lavoro.

Gli uomini erano tutti in guerra. Il mio babbo, pensa, ancora non era nato quando successero questi fatti. Era soltanto nei disegni di Dio ed era solo lì dato che la sua mamma ne aveva altri di pensieri! Il miracolo però un giorno si realizzò. Dopo due anni di prigionia e tre mesi di cammino a piedi il mio nonno tornò a casa. Era irriconoscibile e stremato.
– Ho pensato sempre a te! – disse alla nonna guardandola negli occhi e cadendo di tonfo nel fango dell’aia.

La Madonna del Bagno-castiglion-fiorentino-lucia-tremitiLa nonna allarmata si affrettò a portarlo in casa e mandò a chiamare il dottore giù in paese che per fortuna venne subito, lo visitò e gli prescrisse le medicine. C’era un problema però enorme come una casa: fortunatamente la guerra era finita ma la mia famiglia non aveva più un soldo.

La generosità della gente dei poderi vicini si fece subito sentire: prestarono senza indugio i soldi che occorrevano. Il dottore era fiducioso e tutte le volte che veniva a visitarlo diceva che il nonno si sarebbe ripreso.
-E’ come se dicesse che il sale non sala! – esclamava sconsolata la nonna. I giorni però intanto passavano e lui non si riaveva; restava inerme sul grande letto matrimoniale.
– Domani mattina si va dove dico io! – disse la nonna un giorno risoluta.

L’indomani fece ciò che aveva detto: si vesti di tutto punto, prese con sé la mia zia, che all’epoca avrà avuto sì o no quattro anni, la vestì anche lei a festa, e si incamminò verso la Valle di Dio per andare dalla Madonna del Bagno. Arrivata sul posto si diresse verso il santuario e genuflessasi, buttandole ai piedi quattro piccoli anatroccoli pigolanti, esclamò: – Questi, Vergine Santa, sono tutto ciò che ho e di cuore ve li dono, ma Voi sapete bene ciò che dovete fare! Fece poi una riverenza, la fece fare anche alla mia zia, e se ne tornò a casa.

Naturalmente il giorno dopo il mio nonno uscì dal coma e all’incirca dopo nove mesi esatti nacque il mi’ babbo.

Lucia Tremiti

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