Scontri di Bologna – Petizione degli studenti contro il Collettivo CUA

di Giuseppe Folchini.

Dopo gli scontri tra Polizia e studenti dei collettivi (CUA) all’Università di Bologna, una petizione lanciata in rete da un gruppo di studenti dell’Ateneo felsineo fa discutere, alimentando numerose polemiche. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno sgomberato la biblioteca di Lettere, occupata dagli studenti dopo due giorni di proteste contro i tornelli che l’Università ha installato per limitare e controllare gli accessi.

Il testo della petizione, appoggia incondizionatamente l’operato del Rettore Francesco Ubertini, senza condannare l’irruzione delle forze dell’ordine:

Alla luce di quanto accaduto di recente in Via Zamboni 36 (sede della biblioteca, ndr), per questo ed altri atti vandalici perpetrati dal CUA a danno dell’Università, noi Studenti scegliamo di dissociarci dalle azioni del Collettivo in segno di critica e di protesta. Supportiamo le istituzioni dell’Ateneo e attendiamo che vengano presi dei provvedimenti nei confronti dei responsabili dei danni ai quali l’Università ha assistito.

Polemiche tra Federica Salsi e CUA

Tra i sottoscrittori della petizione – che al momento in cui scriviamo è arrivata a quasi 3.500 firme (7570 firme al 13/2/2017, ndr) – Federica Salsi, ex consigliere comunale di Bologna, tra primi epurati dal Movimento 5 Stelle, per una sua partecipazione televisiva, non autorizzata.

Non sono una studentessa – commenta la Salsi sul suo profilo FB – ma sono vicina a tutti coloro i quali si dissociano dalle azioni del Collettivo. Per Federica Salsi i tornelli sono solo un pretesto:

… il problema è il mancato rispetto dei beni pubblici, ma sarà normale che se un privato cittadino non vuole un tornello in un bene pubblico, va e lo smonta? …Poi ribadisco, l’intervento della polizia che irrompe nella biblioteca è stato eccessivo e da lì purtroppo è partita una escalation drammatica.

Stefano Franci racconta cosa è successo a Bologna, nella biblioteca

Gli studenti del collettivo, non ci stanno e ricordano la loro versione dei fatti, attraverso la testimonianza di Stefano Franci:

Sono tornato a casa e ora mi sono ripreso da quello che ho visto con i miei occhi e sentito sulla mia pelle nella biblioteca della facoltà. Nei giorni scorsi l’UniBo, che si fa vanto di essere aperta e multiculturale, ha messo dei tornelli chiudendo uno spazio che dà sempre è stato aperto allo studio e socialità… Dopo sei assemblee pubbliche e dopo che i tornelli venivano aggirati per far continuare a vivere la bella comunità i tornelli sono stati chirurgicamente smontati e rispediti al mittente, al rettore Ubertini. Oggi per ripicca il rettore decide di chiudere la biblioteca in piena sessione d’esami, un po’ come si reagiva alle elementari. L’assemblea di studenti non ci sta e decide di occupare la biblioteca e autogestirla per permettere a tutti di studiare.

Nel proseguimento del racconto Franci, descrive una situazione tranquilla. In biblioteca duecento studenti intenti a preparare gli esami, intorno alle 17.30, hanno visto irrompere la polizia in tenuta antisommossa supportata dagli agenti della Digos. Da quello che si evince nel video, registrato dai giornalisti de La Repubblica, gli studenti sono fermi, mentre alcuni agenti lanciano sedie sui tavoli ricoperti di libri e ribaltano tutto.

Il rappresentante del Collettivo conclude, scrivendo: io oggi con i compagni di una vita ho lottato per qualcosa che vale più della millantata sicurezza dei tornelli, io ho lottato per la mia libertà.

Giuseppe Folchini

Fonte: Sito web

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