SI alla scissione del PD – Riportiamo le mucche nelle luride stalle

di Mario Corbino.

Avevo deciso di stare tranquillo per un paio di mesi. E di restare lontano dal commentare la tragicommedia che vive il più grande partito italiano. Di lotte interne alla sinistra noi di una certa età ne abbiano viste e vissute tante. Tutte pretestuose, nessuna seria.

Ancor meno quella di questi giorni, più vicina alle minacce da parte di paranze mafiose dalemiane e bersaniane, che a seri programmi politici che tengano conto del miglioramento delle condizioni del paese. Ma, a differenza di tanti, mi auguro che la scissione temuta da molti ci sia, visto che viene minacciata ogni quarto d’ora da qualche idiota ambizioso, per una settimana in più o una in meno rispetto al calendario del congresso o delle future elezioni.

Ripeto che auspico che una scissione ci sia, perché è impossibile gestire un grande partito continuando a mantenere nel suo ambito l’accozzaglia che si era formata per il No al referendum, e che, priva di argomenti politici seri, persegue ancora il solo obiettivo di colpire una sola persona: Matteo Renzi.

Sì ad una vera scissione del PD

Che venga dunque la scissione. Sappiamo che il consenso di Renzi è tale da potersi permettere questo azzardo. Poi i fuoriusciti faranno la fine dei Fassina e dei Civati, e il partito, sia pure a fatica, comincerà a risalire la china, nella quale è stato sprofondato dal manipolo di guastatori.

Aggiungo che vedo con estremo interesse sia l’iniziativa di Pisapia, per una vera sinistra seria e consapevole, sia gli sforzi di Andrea Orlando, che rappresenta senza dubbio una delle giovani risorse che possono dare grande aiuto al redivivo PD.

Rispediamo le mucche, che tuttora circolano nei corridoi del Parlamento italiano, nelle luride stalle dalle quali sono scappate, e vedrete che nonostante l’amputazione delle zone in cancrena, il PD saprà recuperare in breve tempo il grande consenso che aveva ottenuto alle europee.

Mario Corbino

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