Sognando la pace – Il libro di Meri Lolini

di Meri Lolini.

Inizierò a parlare del mio ultimo libro con questo pensiero: Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri (Don Andrea Gallo).

Questo è un romanzo che racconta la fuga dalla guerra e dalla disperazione di una famiglia siriana. La protagonista di questa storia è Fatma, sposata con Hamad ed hanno tre figli. Tutto inizia a Quibare, che è un villaggio vicino ad Aleppo. Loro lavorano la loro terra e producono sia frutta che verdura ed hanno un allevamento di pecore, preziose per il loro latte e la loro carne.

Vivono commerciando i loro prodotti al mercato di Aleppo. I due figli maschi aiutano nella lavorazione dei campi e nell’allevamento ovino, mentre la figlia adolescente va a scuola. Ecco il pensiero sulla fratellanza di Papa Francesco che dice:

I migranti sono i nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povertà, dalla fame, dallo sfruttamento e dall’ingiusta distribuzione delle risorse umane del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti.

Ogni persona sulla terra ha diritto vivere in pace

Copertina_libro-sognando-la-pace-meri-loliniLa storia viene introdotta con la giornata di Papa Francesco ad Assisi del 20 settembre 2016 nell’anno Giubilare della Misericordia. Papa Francesco ha pensato di organizzare La Giornata Mondiale della Preghiera nella città di Assisi. E’ stata una giornata di preghiera di molte religioni, infatti assieme a Papa Francesco erano Tendaizasu Morikawa (patriarca buddista), Din Syamsuddin (presidente del Consiglio Ulema in Indonesia), David Brodman (rabbino capo di Syyon e testimone della Shoah), Bartolomeo (arcivescovo di Costantinopoli), Tamar Mikalli (testimone di Aleppo rifugiata in Italia) insieme al Vescovo di Assisi.

Tutti insieme hanno condiviso la preghiera comune per la pace. Ho voluto iniziare questo racconto evidenziando che ogni persona sulla terra ha diritto vivere in pace e non ci sono religioni che professano la guerra come mezzo di risoluzione a vari problemi. A questo punto cito il pensiero di Martin Luther King: Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo come stolti. 

Questa famiglia impaurita dalla guerra decide di fuggire dalla Siria e con tanta fatica e disagi di arrivare in Turchia, per poi proseguire verso altre nazioni europee. Le difficoltà che incontrano sono sia di natura pratica che psicologica ed infatti non viene trascurata la sindrome di Ulisse.

Questa è una difficoltà che affronta il migrante che spesso non trova l’accoglienza sperata e nella sua mente si delinea una linea di divisione tra la sua vita prima dell’esodo e quella durante e dopo l’esodo. E’ importante per queste persone che si abbia una continuità tra il prima ed il dopo per non avere fratture che causano rimpianti e tanta sofferenza.

Questa famiglia incontra persone molte accoglienti che l’aiutano in questo drammatico e triste esodo e risulteranno le colonne solide delle loro tappe sia in Turchia, che in mare verso l’Italia. Sarà Ilke il guidatore di autobus da Suruc ad Istanbul, la giornalista italiana Marta Fogli e l’incontro a Bodrun con Omar che saranno il supporto di questa famiglia migrante.

Nel romanzo vengono descritti i rapporti che interagiscono tra le tante persone che incontrano in questi momenti. Qui si parla dell’Isis ed anche dei vari attentati che sono stati teatri di grandi tragedie in molte città, della distruzione dei siti archeologici operata per non tramandare la storia e la trafugazione dei reperti per il loro finanziamento.

Perché scrivere sul tema dei migranti?

Penso che sia sempre più necessario parlare e comprendere queste realtà così sofferte e poter arrivare a sperare che in ogni angolo più sperduto di questo mondo non ci siano più queste tragicità. Per sentirci Cittadini del Mondo dobbiamo impegnarci affinchè ogni essere umano non soffra e non pensare che queste brutte cose accadono all’Altro.

Paulo Coelho recita:

Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.

Riflettendo su questo pensiero credo che fino a che esisterà un angolo del mondo dove non è garantita la pace non potremmo definirci Umanità e dobbiamo tenere ad ogni angolo del mondo, perché solo così saremo cittadini del mondo.

Intervista alla scrittrice Meri Lolini di Daniela Merola

Sognando la pace – Ed. Aracne

Meri Lolini

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