Un Ministro ed una intera Chiesa contro l’aborto

di Mario Corbino.

Se Giacinto fosse ancora tra noi, sarebbe incazzato nero. Avrebbe fumato più del solito, forse iniziando un ennesimo ciclo di digiuno. Chi sarà questo Giacinto di cui non abbiamo mai sentito parlare? Giacinto è il nome anagrafico di Marco Pannella, un uomo straordinario per chi lo ha conosciuto, e ancor più per quelli che, pur non avendolo incontrato di persona, ne hanno apprezzato le estenuanti battaglie di protesta.

Se oggi in Italia decine di coppie ogni giorno possono accedere all’istituto del divorzio lo dobbiamo a lui. E se una donna, vittima dell’ignoranza, o della violenza, o della leggerezza rimane incinta, potrà forse abortire, in una struttura pubblica, che le consentirà di superare indenne, almeno dal punto di vista fisico, questa drammatica scelta.

Ho scritto forse. Perché per quel tipo di intervento, provvidenziale in gran parte dei casi, ci vuole la sovraintendenza del medico. Ma siamo costretti a costatare che nel nostro bigotto Paese ben sette medici su dieci sono antiabortisti, e quindi le probabilità di ricorrere alla legge italiana per salvare madre e figlio sono assai scarse.

Restano le solite alternative: abortire nella lurida casa di una mammana, che lo farà per soldi, ben lontana dai dettami della scienza medica. O piuttosto aspettare la nascita e abbandonare in un cassonetto il minuscolo gioiello, che in pochi minuti morirà per il freddo, per il caldo o per un’emorragia.

Zingaretti, Formigoni, Lorenzin, Ruini: scoppia la polemica

Il governatore Zingaretti, quello che con merito e capacità gestisce la complessa macchina regionale del Lazio, davanti a questi delitti, e a queste assenze della struttura sanitaria, lancia una provocazione: assumiamo per concorso medici dichiaratamente non obiettori perché non vogliamo perpetuare lo sconcio che deriva dal comportamento di quelli che si rifiutano, per crisi di coscienza.

Ma di quale coscienza stiamo parlando? Quella imposta a Milano per lunghi anni, dall’ex-governatore Formigoni, lo stesso che ha rubato a man bassa milioni di danaro pubblico, il quale ogni mattina, facendosi il segno di croce, cancellava dalle promozioni i medici che negli ospedali praticavano gli aborti, secondo la Legge 194, nel rispetto delle regole sanitarie.

Perciò, per non veder bloccata la propria carriera, tutti, o quasi tutti diventarono obiettori. E chi si è opposto alla odierna iniziativa regionale? La ministra della salute, tale Beatrice Lorenzin, dotata se ben ricordo di un’onesta licenza liceale, forse poco adatta a gestire i miliardi e le problematiche della pubblica sanità.

Proprio lei che ha il dovere istituzionale di far rispettare le leggi italiane, compresa la 194. Che bellezza. Invece di far aggiungere ai magistrati una accusa in più al suddetto Formigoni, si scaglia contro il governatore laziale. E lo fa in ottima compagnia, visto che qualche ora prima il Cardinale Camillo Ruini, per lunghi anni presidente dei vescovi italiani, aveva emesso la sua feroce disapprovazione per l’iniziativa regionale, tendente a regolarizzare questa delicatissima materia, applicando una legge dello Stato italiano, nella quale nessuno dal Vaticano ha il diritto di mettere il naso.

Scavo nella memoria per ricordare se almeno una volta l’anziano Cardinale si sia schierato contro le quotidiane violenze sessuali che i bambini, un tantino più grandi dei neonati, sono costretti a subire nel mondo per le iniziative peccaminose di migliaia di sacerdoti cattolici della Santa Romana Chiesa.

Ma ogni volta che qualcuno accenna alle violenze sui minori il Cardinale Ruini mostra di ignorare questo terrificante argomento. Meno male che c’è Francesco.

Mario Corbino

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